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FELT, by Alessandro

Felt stato il progetto di Lawrence Hayward, enigmatico cantante/compositore che riuscito a trasformare la propria annosa ossessione per la musica dei Television e Tom Verlaine in un impressionante catalogo di gemme di pop minimalista, assurgendo recentemente a culto in ambito indie. Cherry Red sta ristampando l'intero catalogo di dieci lp, uscito originariamente per la Cherry Red stessa, ma anche per El records e Creation. I dischi di quest'ultimo periodo erano da un po' irreperibili. Felt è stato il progetto di Lawrence Hayward, enigmatico cantante/compositore che è riuscito a trasformare la propria annosa ossessione per la musica dei Television e Tom Verlaine in un impressionante catalogo di gemme di pop minimalista, assurgendo recentemente a culto in ambito indie.
Cherry Red sta ristampando l'intero catalogo di dieci lp, uscito originariamente per la Cherry Red stessa, ma anche per El records e Creation. I dischi di quest'ultimo periodo erano da un po' irreperibili.

"I set myself a task to find Lawrence from Felt. He'd made wonderful music and it was the only music that would absorb me 100 per cent and I admired him for that. So I went to London, but I never managed to track him down. It's quite pathetic really, but have you ever felt at a total loose end and nothing's happening and you think someone has the answer or at least you'd like to pass the time of day with them? That's exactly how I felt." Stuart Murdoch [di Belle & Sebastian, giusto?]

Sui Felt, su Indiepop.it ci sarebbe da scrivere infinitamente.
O da non scrivere neppure una parola, data la presenza costante, spesso latente e spesso patente del loro influsso sulla maggior parte della musica di cui qui si tratta.
In qualche modo dei Felt parliamo a posteriori, dopo che i loro effetti si sono consumati sulla musica di questo o quel nuovo gruppo emergente, quando sentiamo uno xylofono, una melodia cristallina, un bel backing vocals femminile (ah, gli archetipi fissati dai pittori primitivi!), una chitarra riverberata o un organo suonato un po' più jazzy del solito. In due parole: sentiamo i Felt ovunque e non ce ne dispiace, perché i Felt sono davvero i Beatles dell'indiepop. Basterebbe la dichiarazione d'amore di Stuart Murdoch riportata in apertura e il suo pellegrinaggio alla ricerca di Lawrence sulla via di Londra, ma abbiamo anche i mille attestati di stima da parte di artisti insospettabili, i dischi tributo, l'uscita d'un cofanetto e quella di un dvd che immortala un live del 1987 nonché l'imminente ristampa integrale del loro catalogo ad opera della Cherry Red, che dei nostri fu primo approdo discografico, seguito poi dalla Creation e dalla sussidiaria della Cherry Red, la mitica él records.
"Stains on a decade" potrebbe e dovrebbe essere l'antipasto che l'etichetta ha imbandito per tale operazione.

Certo, ne sono usciti simil best-of dei Felt. Come non ricordare "Gold Mine Trash" (sempre su Cherry Red e compilato, come questo, direttamente da Lawrence) o l'ottimo "Bubblegum Perfume", o l'ugualmente prezioso "Absolute Classic Masterpiece" il cui titolo auto-evidente e calzante mi sottrae l'onere di qualsiasi ulteriore commento.
Diciamo allora che non è che vi fosse stringente bisogno di un altro best-of dei Felt, della scelta di altri quindici pezzi senza neppure un inedito, anche se tutti i pezzi provengono dai dieci singoli incisi in totale dal gruppo, anche se sono stati selezionati personalmente da Lawrence e anche se......aggiungete tutte le altre prerogative che tenderemmo ad attribuire all'operazione solo perché dal primo pezzo in poi dimentichiamo ogni considerazione esterna e siamo presi nel solito stupore ammirato per l'arte dei nostri.
Quante antologie dei Felt potremmo compilare noi stessi da dieci lp e dieci singoli?
E di quanto differirebbero di mese in mese, di anno in anno? Ma in fondo che importa, se non avete mai ascoltato i Felt siete talmente privi di stella polare che in uno dei conseguenti brancolamenti potreste imbattervi in "Stains on a decade", e sarebbe esattamente la stessa cosa che imbattersi in qualunque altro loro reperto discografico.
Sarebbe inevitabilmente solo il primo passo.

Alessandro